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Il blog di Girolibero

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Cosa vedere in Veneto: piccoli borghi, città storiche e natura

Il Veneto ha tanto da offrire: dalla magica Venezia ai borghi dell’atmosfera medievale, dalle ville palladiane a un’ottima cucina. La meta ideale per una vacanza sui pedali, alla scoperta di luoghi soliti e insoliti, perfetti per vivere un Veneto autentico. E in questo articolo giochiamo proprio in casa: la sede di Girolibero è a Vicenza, nel cuore del Veneto, a circa metà strada tra Verona e Venezia. Abbiamo quindi raccolto i nostri consigli su cosa vedere, cosa mangiare ed eventi da non perdere e ciò che è venuto fuori è una piccola e utile guida. Eccola!

I borghi più belli, da Arquà Petrarca ad Asolo

Sparsi per il Veneto ci sono numerosi borghi, ognuno con una sua atmosfera. Bassano del Grappa incanta con il Ponte degli Alpini, uno storico ponte in legno coperto che attraversa il centro della cittadina sul fiume Brenta. È stato distrutto e ricostruito diverse volte e ora deve il suo aspetto attuale a un progetto di Andrea Palladio. Qui è tipico fermarsi a bere un mezzoemezzo, ma ti sveliamo più tardi di cosa si tratta! In provincia di Vicenza c’è anche Marostica, un piccolo borgo di origine medievale che ti accoglie con il suo Castello Inferiore e una lunga cinta muraria da percorrere per raggiungere il Castello Superiore, da cui si gode di una meravigliosa vista dall’alto. Ogni due anni la piazza si prepara ad accogliere un evento unico nel suo genere, che grandi e piccoli aspettano trepidanti per la sua grande scenografia. Quale? Te lo diciamo fra un po’!

Padova ha tanti piccoli borghi da scoprire. Arquà Petrarca è un borgo tranquillo e silenzioso, ma con degli scorci pittoreschi invidiabili che lo hanno reso uno dei Borghi Più Belli d’Italia. Famoso per essere stato il luogo in cui il poeta Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita (c’è anche la sua casa-museo da visitare!), è tappa da sempre di molti cicloturisti. Fermati in una delle piccole osterie e assaggia il prodotto per eccellenza di Arquà Petrarca: le giuggiole! Camminando per le viette potresti trovare qualche bancarella con prodotti freschi e, quando è stagione, c’è anche chi ti offre chicchi di melograno appena raccolto da mangiare mentre passeggi.

Sai che il Veneto ha una lunga tradizione termale? Tutta l’area dei colli Euganei ha da sempre attirato numerosi viaggiatori del famoso Grand Tour, il viaggio di formazione che compivano i giovani aristocratici per tutta l’Europa. Il borgo di Battaglia Terme ha da sempre attirato molti turisti ed esploratori, tra cui artisti come Stendhal, che apprezzava le proprietà curative delle sue terme. La meta principale era il Monte di Sant’Elena, con l’unica grotta termale naturale dei colli Euganei. Fin dai tempi della Serenissima il borgo vanta anche un’antica tradizione legata alla navigazione fluviale. Oggi puoi scoprirne di più al Museo della Navigazione Fluviale, che racconta la storia dei barcaioli (i cosiddetti “barcari”), che trasportavano le merci dai Colli Euganei a Venezia.

Giosuè Carducci la definì come la città dei cento orizzonti ed è facile capire il perché: Asolo ha mille paesaggi diversi, dalle distese di vigneti a quelle di ulivi. E poi ci sono le case in pietra, con grandi giardini panoramici sulla vallata circostante. Considerato uno dei Borghi Più Belli d’Italia, è conosciuto anche come la città delle tre donne per il forte legame con tre figure femminili. La prima è Caterina Cornaro, regina di Cipro, che fece di Asolo la sua corte rinascimentale dopo aver abdicato e ceduto la corona alla Serenissima. C’è poi Eleonora Duse, iconica attrice del teatro italiano che amava la quiete di Asolo, il luogo prediletto per riposarsi tra uno spettacolo in giro per il mondo e l’altro. E, infine, Freya Stark: viaggiatrice, scrittrice e fotografa, fu una delle prime esploratrici del Deserto Arabico e scelse Asolo come sua dimora.

A Valeggio sul Mincio cammini tra piccole vie acciottolate fino salire al Castello Scaligero, da cui si gode di una splendida vista su tutto il panorama circostante. Scendendo lungo un sentiero ben segnalato si raggiunge Borghetto sul Mincio, un gioiellino veronese con numerosi mulini ad acqua e case in mattoni che si riflettono sul Mincio. Goditi la sua atmosfera romantica, magari gustando degli ottimi agnolin, dei tortellini ripieni di carne.

Da Venezia si raggiungono due isole piccole, ma affascinanti: Burano, che incanta con le sue case colorate e un’antica tradizione nell’arte del merletto e Murano, famosa per la lavorazione del vetro. Passeggiando tra le sue viuzze è facile trovare laboratori con artigiani impegnati nella produzione del vetro: fermati e affacciati a una delle loro vetrine, lo spettacolo è unico! Le case colorate caratterizzano anche i vicoletti del vivace centro di Caorle. Assapora l’atmosfera del borgo camminando lungo le sue vie, perdendoti tra i negozietti locali, fino ad arrivare al lungomare. Qui potrai passeggiare accompagnato in sottofondo dal suono delle onde e ammirando le sculture di artisti incise negli scogli della Scogliera Viva, un museo a cielo aperto che termina con l’arrivo al Santuario della Madonna dell’Angelo. E poi c’è Chioggia, chiamata la piccola Venezia. Basta metterci piede per capire il perché: calli strette, ponti e canali, una vera e propria Venezia in miniatura, con l’anima più marinara.

Ville palladiane (e non solo!), tra Vicenza e la Riviera del Brenta

Le ville venete sono tante, maestose e con un grande valore artistico e culturale. Ma hanno anche un lato più misterioso: custodiscono segreti, curiosità e leggende che le rendono ancora più affascinanti. Qui ci sono le nostre preferite!

Villa Almerico Capra, detta La Rotonda, è uno degli spettacoli architettonici di Vicenza. Realizzata da Andrea Palladio, il più grande architetto della Repubblica di Venezia, la villa domina l’intera zona. Quando la visitò, Goethe rimase talmente stupito di fronte alla sua perfezione che nel suo libro Viaggio in Italia scrisse “forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza”. Sempre alle porte di Vicenza si trova un altro capolavoro del 1700, Villa Valmarana ai Nani, con gli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Il nome si deve alle 17 statue di nani posizionate sulla lunga cinta che la circondano. La leggenda narra che la villa fosse abitata dalla principessa Layana, affetta da nanismo. Per non turbare la quiete della principessa, i genitori ordinarono che tutti i custodi, i cuochi e i servitori che lavoravano all’interno fossero esattamente come lei. Un giorno però un principe entrò nella villa e quando Layana lo vide, rendendosi conto della sua condizione, si tolse la vita. I suoi servitori, appena scoprirono la notizia, soffrirono così tanto da rimanere pietrificati dal dolore.

Villa Pisani, a Stra, è considerata la regina delle ville venete. La Villa ospita uno dei più complessi labirinti d’Europa: si dice che lo stesso Napoleone avesse tentato di risolverlo, ma fu incapace di raggiungere il centro con la statua della dea Minerva, un tempo luogo di corteggiamento. A Mira c’è Villa Foscari, detta La Malcontenta. Il nome ha due origini: secondo una leggenda, la villa è infestata dal fantasma di Elisabeth Dolfin, una nobildonna della famiglia Foscari, costretta a vivere gli ultimi 30 anni della sua vita rinchiusa nella villa, perché accusata di comportamenti indecorosi. La seconda è legata all’origine del nome della zona, detta La Malcontenta per via degli straripamenti del fiume Brenta, che era “mal contenta” (contenuta). Sempre a Mira si può visitare uno dei più grandi esempi di architettura barocca e rococò, Villa Widmann. Il parco con il viale alberato, i laghetti e gli affreschi interni hanno incantato anche artisti come Goldoni e D’Annunzio.

Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani a Galzignano Terme è conosciuta per il Giardino Monumentale di Valsanzibio, realizzato nel Seicento da Luigi Bernini con l’intento di simboleggiare un cammino spirituale verso la salvezza, tra fontane, giochi d’acqua e alberi secolari. E poi c’è il labirinto, un percorso di oltre 1500 metri con 7 vicoli ciechi, a rappresentare i 7 vizi capitali. È impossibile non incappare in almeno uno di questi vicoli, ed è stato fatto volutamente per imporre il ritorno sui propri passi e pentirsi dei peccati commessi. A Battaglia Terme merita una visita il Castello del Catajo, un maestoso castello in cui si possono ammirare meravigliosi affreschi rinascimentali raffiguranti vicende della famiglia Obizzi, la prima famiglia di origine francese ad aver vissuto nel castello, e l’esteso Giardino delle Delizie, con alberi secolari e laghi colorati da ninfee.

Villa Barbaro a Maser è immersa nei vigneti e unisce il genio architettonico di Andrea Palladio a quello artistico di Paolo Veronese, con i suoi affreschi. Il giardino ospita un ninfeo con un grottino centrale, che si dice sia stato ispirato al Palazzo del Tè di Mantova.

Le città imperdibili, Verona e Venezia

Nel tuo itinerario in Veneto devi sicuramente mettere in lista due grandi città venete, Verona e Venezia.

Verona: la città degli innamorati, degli amori profondi, alcuni più conosciuti, come la storia di Romeo e Giulietta, altri meno, come quella di Corrado e Isabella. Il dramma di William Shakespeare lo conosciamo un po’ tutti: due giovani di due famiglie rivali, i Montecchi e i Capuleti, che si innamorano, finito in tragedia con la morte di entrambi. Oggi puoi visitare la Casa di Giulietta, il balcone da cui pronunciò il famoso Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? e il cortile, ora pieno di lucchetti e bigliettini d’amore.
A pochi passi da Piazza delle Erbe, la più antica di Verona, si trova il Pozzo dell’Amore, così chiamato per la leggenda che nasconde. Corrado, un giovane soldato, dopo l’ennesimo rifiuto della bella Isabella, di cui era innamorato, l’accusò di essere fredda come l’acqua gelata del pozzo. Così la giovane lo sfidò a buttarsi nel pozzo e Corrado, per provare il suo amore, lo fece. Di fronte alla scena Isabella, che in realtà lo amava, lo seguì gettandosi anche lei. Oggi il pozzo è la meta di tutti coloro che cercano l’anima gemella. Lancia una monetina e leggi bene la didascalia: se non fai rumore e non ti distrai… ecco che arriva l’amore! L’Adige attraversa la città e uno dei suoi ponti, il Ponte di Pietra, racchiude un’antica maledizione in cui i protagonisti sono sempre… degli innamorati. Si dice che il ponte fosse il luogo d’incontro tra una giovane donna e un nobile di una famiglia rivale. Quando vennero scoperti, scoppiò una lite tra le due famiglie, che terminò con la morte degli amanti. Si dice che al tramonto, ogni sera, compaiono delle crepe, causate dal dolore dei due cuori spezzati.
E poi c’è ovviamente il simbolo della città, l’Arena di Verona, che si innalza maestosa su tutta piazza Bra. Nato per i combattimenti tra gladiatori, il terzo anfiteatro romano più grande al mondo è stato utilizzato poi come cava di pietre, fino ad ospitare anche eventi e botteghe artigiane. Oggi è luogo di numerosi concerti e se ami l’opera non ci sono dubbi che sia il posto giusto per te: da giugno a settembre si tiene ogni anno il tanto atteso Arena Opera Festival. Poco lontano si trova il Museo di Castelvecchio, con capolavori di arte medievale, rinascimentale e moderna (e tra le sculture e i dipinti ci sono anche opere d’arte di Donatello e Michelangelo!). Durante la visita drizza bene le orecchie: c’è chi qui ha sentito i passi di Cangrande della Scala, un signore del 1300 diventato il Custode del castello!

Venezia in tre parole? Calli, canali e ponti! Il più antico a sormontare il Canal Grande è il Ponte di Rialto. Per anni è stato l’unico mezzo pedonale per poter attraversare il Canal Grande e ora si è trasformato in una sorta di mercato sospeso, con ben 12 botteghe da un lato e 12 dall’altro. Napoleone la definì il salone più bello d’Europa e basta guardarla per capire il perché: Piazza San Marco, l’unica piazza di Venezia (le altre si chiamano campi!), ospita una Basilica dall’architettura bizantina, l’alto campanile da cui si gode di una meravigliosa vista dall’alto su tutta la laguna e la Torre dell’orologio, che con il suo sfondo oro e blu segna ora, giorno, fasi lunari e lo zodiaco. Attento a non passare in mezzo alle due colonne in fondo alla piazza: in passato era il luogo in cui venivano lette le condanne capitali e dove avvenivano le esecuzioni e per i veneziani attraversarle è di cattivo auspicio!
E poi c’è il Palazzo Ducale, in cui ammirare i dipinti di Tiziano e Tintoretto e la scala dei Giganti dove un tempo venivano incoronati i Dogi e le loro residenze. Alcune prigioni, luogo di detenzione dei condannati, si trovano proprio all’interno del palazzo; altre, le Prigioni Nuove (da qui è evaso anche Casanova!), sono collegate al Palazzo Ducale dal Ponte dei Sospiri. Oggi ha un’accezione romantica, tanto che si dice che passare sotto il ponte con un giro in gondola e baciarsi allo scoccare delle campane di San Marco sia un augurio di amore eterno. In realtà di romantico ha ben poco: il nome deriva proprio dai sospiri che i prigionieri facevano guardando per un’ultima volta la libertà, il cielo e tutta la laguna, durante il passaggio dal Palazzo Ducale alle prigioni.

Musei e luoghi insoliti da visitare

Padova è conosciuta come la città dei tre senza: la città del Santo senza nome, perché la Basilica di San’Antonio è chiamata semplicemente “Il Santo”; la città del prato senza erba, perché la piazza di Prato della Valle era in origine una zona paludosa; la città del caffè senza porte, perché lo storico Caffè Pedrocchi era aperto a ogni ora. Nato nell’800, il caffè è stato frequentato da numerosi artisti e intellettuali, tra cui Stendhal, che lo definì come il miglior ristorante d’Italia. Fino al 1916, qui chiunque poteva sedersi ai tavoli, anche solo per leggere libri o giornali, senza dover ordinare per forza qualcosa.
Patrimonio UNESCO, la Cappella degli Scrovegni è un piccolo capolavoro di Giotto da non perdere quando fai tappa a Padova. Gli affreschi raffigurano storie bibliche, da Anna e Gioacchino al Giudizio Universale: si crede che lo stesso Michelangelo si ispirò ai disegni di Giotto per realizzare la maestosa Cappella Sistina.

A Vicenza c’è il primo teatro stabile coperto del Rinascimento, il Teatro Olimpico. Progettato da Andrea Palladio e completato poi da Vincenzo Scamozzi, quello che salta subito all’occhio è lo spettacolare uso della prospettiva, che crea l’illusione di un palco immenso. Goethe lo definì indicibilmente bello. In Piazza dei Signori c’è un altro capolavoro del famoso architetto, la Basilica Palladiana. Simbolo di Vicenza, questo grande edificio pubblico ospita spesso delle interessanti mostre temporanee. E se sali fino al piazzale di Monte Berico, potrai godere di una vista su tutta la città, in cui a spiccare è proprio l’alta torre e il colore verdognolo del tetto della Basilica.

Un luogo curioso, da inserire nel tuo prossimo viaggio in Veneto, è il Cimitero dei Burci, a Casier (TV). In passato il Sile era la principale via di comunicazione tra Treviso e Venezia. Oggi in una delle sue anse si trovano numerosi resti dei burci, delle grandi barche in legno una volta adibite al trasporto di merci, fatti affondare come protesta dai barcari in seguito alla crisi del trasporto fluviale. Le sagome dei relitti sbucano nel mezzo della ricca vegetazione e si possono osservare da vicino grazie a delle lunghe passerelle.
Sai che una scena del film Dune – Parte due è stata girata proprio in Veneto? Il Memoriale Brion è stato il set prescelto, un complesso funerario monumentale a San Vito di Altivole realizzato dall’architetto Carlo Scarpa. Capolavoro del Novecento, l’opera fu commissionata da Onorina Tomasin Brion dopo la morte del marito Giuseppe Brion. Un luogo che celebra la vita attraverso la natura, intrinseca di un simbolismo amoroso, che raggiunge il culmine con la figura di due anelli che si intrecciano all’ingresso.

Natura spettacolare

Le Dolomiti si trovano anche in Veneto! Patrimonio UNESCO dal 2009, le Dolomiti incantano con percorsi panoramici, laghetti dalle acque turchesi e malghe in cui rifocillarsi dopo una bella escursione. Un luogo di scoperta e avventura, da esplorare a proprio ritmo passando valichi e rilievi più o meno ripidi, circondati da un paesaggio naturale incontaminato che regala spettacoli unici. Un esempio? All’alba e al tramonto c’è il fenomeno dell’enrosadira, quando le cime si tingono di un chiara sfumatura rosata. E se vuoi vivere le Dolomiti come un vero local, qui trovi i nostri consigli!

E come non nominare il Lago di Garda? Una distesa di acqua turchese sulle cui sponde sorgono tanti piccoli borghi dall’atmosfera autentica. C’è ad esempio Lazise, da cui si accede attraverso delle antiche porte romane, con mura alte e il Castello Scaligero a dominare l’intera scena. Lazise è anche il luogo perfetto per una vacanza in famiglia: a poca distanza si raggiungono alcuni tra i più bei parchi divertimento in Italia, come Gardaland, e il Parco Natura Viva, un parco faunistico impegnato nella tutela delle specie a rischio d’estinzione.
Oppure c’è Bardolino, con una delle passeggiate lungolago più suggestive della zona. Qui è facile trovare ormeggiate piccole barche dai colori sgargianti, bouganville viola che scendono dai balconi del piccolo centro storico e ristorantini in cui mangiare del buon pesce fresco. Fermati in una delle sue cantine a degustare il vino del territorio, il Bardolino. E se passi di qui tra settembre e ottobre, proprio durante il periodo della vendemmia, c’è anche la Festa dell’Uva e del Vino!
Nel periodo invernale Lazise e Bardolino si animano con chioschi natalizi, giostre e tanto buon cibo: scegli tu se passeggiare tra una bancarella e l’altra con in mano una buona cioccolata calda o se pattinare in una delle due piste di ghiaccio!
Più a sud c’è Peschiera del Garda, dal cui punto panoramico si gode di una bellissima vista sul Lago di Garda. Dal suggestivo Ponte di Porta Brescia si raggiunge il centro di Peschiera: perditi nei suoi vicoletti tra osterie, gelaterie artigianali e negozietti di souvenir, fino ad arrivare alla piccola piazza, in cui sedersi e godersi le belle giornate.

Piatti tipici, dalle sarde in saor… al combattuto tiramisù!

Pesce fresco, carne, riso, formaggi e salumi: in Veneto gli ingredienti sono quelli semplici del territorio, dal mare alla montagna. E dove non assaggiare i piatti tipici veneti, se non in una delle piccole osterie o in qualche sagra tradizionale? Ecco allora alcuni consigli!

Che sia mantecato o alla vicentina, se sei in Veneto non puoi non provare il famoso baccalà. Pensa che ogni anno a settembre a Sandrigo (VI) ha luogo la Festa del Bacalà, un evento storico per gustare la ricetta originale e assistere alla cerimonia di investitura dei nuovi Cavalieri del Bacalà, dove al posto della spada si usa un baccalà essiccato. E si, esiste anche una Confraternita!

La cucina veneta è di tradizione povera. Un esempio sono le sarde in saor, tipiche veneziane, nate nel Trecento e preparate anche dai più poveri per la facilità con cui si potevano recuperare gli ingredienti. Si tratta di sarde fritte, marinate con un condimento agrodolce a base di aceto e cipolle, con l’aggiunta di pinoli e uvetta. In origine era il metodo che i marinai utilizzavano per conservare il pesce durante le lunghe traversate in mare e poi, nel corso degli anni, si è trasformato in un piatto cardine della cucina veneziana. Oggi è facile trovarlo servito freddo in uno dei tanti bacari (osterie) che costeggiano i canali di Venezia, spesso offerto come cicchetto (stuzzichino), ad accompagnare un buon bicchiere di vino! La meta giusta per gli amanti del pesce è senza dubbio Chioggia: nel mese di luglio ha luogo la Sagra del Pesce con tantissimi stand, un’atmosfera vivace, antiche reti di pescatori appese a decorare la piazza e lunghe tavolate in cui mangiare in compagnia. Qui c’è anche uno dei mercati di pesce più antichi d’Italia. Riconoscerlo è facile: segui il grande tendone rosso e il profumo di pesce appena pescato!

Se invece preferisci la carne (e anche i sapori forti!), c’è il fegato alla veneziana, cotto insieme alla cipolla bianca. Sotto le feste è comune mangiare il cotechino, un insaccato di carne di maiale, spesso accompagnato da lenticchie. A Verona è facile trovarlo servito con la pearà, da pear, pepe in dialetto veronese. È una salsa a base di pane raffermo, cotto con midollo di bue, brodo di carne e tanto (ma proprio tanto!) pepe. Si tratta di un piatto povero e di origine contadina, legato a una leggenda antica: si dice che la prima volta fosse stato cucinato dal cuoco del re longobardo Alboino per risollevare il morale della principessa Rosmunda, costretta a sposarlo e triste dopo la morte del padre, ucciso proprio dallo stesso Alboino. E poi ci sono i salumi e i formaggi, come la soppressa (magari da mangiare insieme alla polenta calda) e l’Asiago o il Montasio.

Quale primo piatto scegliere? Ci sono i bigoli in salsa, un formato di pasta simile a degli spaghettoni conditi con un sugo di acciughe o sarde, i bigoli all’arna, con un ragù d’anatra, ma anche il popolare risi e bisi, un risotto con piselli freschi e il riso con il tastasal, con un macinato di maiale speziato. Famoso è anche il risotto con il radicchio e qui, se hai occasione, ti consigliamo di provarlo alla Fiera del Radicchio Rosso a Casaleone. Potrai assaggiare non solo il riso, ma anche abbinamenti con formaggi, carni e anche con qualche dolce!

E perché non concludere con un buon tiramisù? A base di savoiardi, caffè e mascarpone, il tiramisù è il dolce veneto per eccellenza. Il luogo di origine è ancora oggi molto dibattuto: c’è chi sostiene sia stato inventato in Friuli-Venezia Giulia e chi in Veneto. La tradizione veneta vuole che il dolce sia stato preparato la prima volta negli anni ’50 nel ristorante Le Beccherie di Treviso: da un semplice dolce a base di zabaione e caffè venne elaborata poi una versione col mascarpone, che iniziò a essere proposta nel menù del ristorante riscontrando grande successo. Ecco allora il tiramisù, dal dialetto veneto tiramesù.

Ad Arquà Petrarca, la prima e seconda domenica di ottobre, c’è la Festa della Giuggiola. Il borgo torna in vita con un aspetto medievale, con sbandieratori, tamburini e figuranti vestiti con abiti d’epoca. Le vie del centro si animano di mercatini di prodotti tipici e stand gastronomici. È l’occasione giusta in cui provare il Brodo di Giuggiole, un liquore prodotto a partire da un’infusione di giuggiole, con cui spesso vengono fatti anche i dolci, come il tiramisù. Vuoi sentirti un vero local? Sul ponte degli Alpini, a Bassano del Grappa, prova il mezzoemezzo, l’iconico aperitivo della distilleria Nardini, così chiamato perché composto da mezzo bicchiere di liquore al rabarbaro e mezzo di liquore amaro.

Prepara il calendario: feste ed eventi da non perdere!

Come non partire dal famoso Carnevale di Venezia? A febbraio le calli di Venezia si animano di uomini, donne e bambini vestiti con stravaganti abiti d’epoca e maschere tradizionali. Quella del Carnevale è una tradizione secolare che unisce l’antica arte di creazione delle maschere (con anche concorsi per decretare la maschera più bella!) alle sfilate di gondole, e che si apre con il Volo dell’Angelo in piazza San Marco. L’Angelo, una giovane donna, scende attraverso una fune dal Campanile di San Marco per raggiungere il centro della piazza, in cui viene accolta dal Doge.
C’è un altro evento imperdibile a Venezia che noi amiamo tanto (e di cui abbiamo già parlato qui!). Qual è? La Festa del Redentore! Ogni terzo sabato di luglio Venezia si popola di bancarelle, chioschi e lunghe tavolate in cui mangiare tutti insieme per commemorare la fine dell’epidemia di peste che colpì la città nel XVI secolo. Il simbolo è il famoso ponte galleggiante di barche, che permette di attraversare a piedi il Canale della Giudecca, dalle Zattere per arrivare fino alla Chiesa palladiana del Redentore. Le due chicche? La pesca di beneficenza nella parrocchia del Redentore e lo spettacolo pirotecnico nel Bacino di San Marco.
La Regata Storica di Venezia ha luogo la prima domenica di settembre sul Canal Grande. Inizialmente sfila un lungo corteo storico, composto da alcune imbarcazioni tradizionali con figuranti vestiti d’epoca per ricreare l’atmosfera. E poi è il momento della vera e propria Regata, in cui imbarcazioni dai colori accessi si sfidano tra loro per ottenere i combattuti pennoni, delle bandiere che simboleggiano la vittoria e che vengono consegnati durante la premiazione finale.

La Giostra della Rocca a Monselice è una rievocazione storica medievale nata per ricordare l’accoglienza che ricevette al suo passaggio Federico II nel 1239. Nove contrade si scontrano in una serie di attività, tra cui tiro con l’arco e staffetta; si sommano poi i punti delle singole sfide e il 1° novembre viene nominata la contrada vincitrice. Il premio è l’ambito Palio dei Santi, un drappo di seta rossa che viene esposto fino all’anno successivo.

Verona fa un salto nel passato con il Tocatì, il Festival Internazionale dei Giochi di Strada. Il nome deriva dall’espressione veneta toca a ti, ovvero tocca a te. Qui infatti adulti e bambini possono partecipare ai giochi tradizionali di una volta, come campana, tiro alla fune, palla avvelenata, biglie e tanti altri ancora. Ogni anno ci sono balli, musica e giochi di una regione o di un paese diverso, rendendo così Verona un vero e proprio crocevia di culture. Un ponte tra generazioni diverse, un evento perfetto per tutte le famiglie.

Hai mai assistito a una partita di scacchi viventi? A Marostica puoi! In un contesto fiabesco, con le mura del castello a fare da cornice, ogni due anni ha luogo la rievocazione storica in cui partecipano più di 650 persone in maschera, alcune delle quali interpretano i pezzi della scacchiera. La partita è ispirata ad una leggenda antica: si dice che due cavalieri si contendessero l’amore di Lionora, figlia del castellante di Marostica. Per evitare un duello mortale tra i due, il re decise che la figlia avrebbe sposato colui che avrebbe vinto al nobile giuoco degli scacchi. La partita che viene riproposta a Marostica non è quella dello scontro originale, perché alcune mosse sono state perse, ma si è scelto di ricreare alcune famose partite antiche. Un cerimoniere muove i pezzi in una reale scacchiera e i pezzi viventi eseguono poi lo spostamento secondo le indicazioni.

Libri e film prima di partire

FILM

Brenta Connection di Cristian Tomassini
Ispirato ad un fatto realmente accaduto a Vicenza nel 2022. Cosa succede quando sei personaggi improbabili trovano un tesoro?

Welcome Venice di Andrea Segre
Due pescatori della Giudecca assistono alla trasformazione di Venezia, della sua identità e della sua gente.

Io sono Li di Andrea Segre
Shun Li, immigrata cinese, stringe in un bar di Chioggia una profonda amicizia con Bepi, un poeta ora pescatore di origine slave. La storia di un’amicizia, che deve far fronte a pregiudizi e pettegolezzi.

Le città di Pianura di Francesco Sossai
Un trio inaspettato, due cinquantenni amici di bevute e un ventenne studente fuorisede di architettura, intraprende un viaggio attraverso la pianura veneta alla ricerca di un tesoro nascosto (o almeno così dice la leggenda che stanno seguendo!).

LIBRI

Filò di Andrea Zanzotto (Einaudi)
Una raccolta di poesie in dialetto veneto legate alla natura e alla vita rurale.

I quindici mila passi di Vitaliano Trevisan (Einaudi)
Thomas cammina e conta ogni suo passo per tenere a bada il pensiero costante della morte, dando nel frattempo una descrizione della periferia vicentina.

Trilogia dell’Altipiano di Mario Rigoni Stern (Einaudi)
Autore del grande classico autobiografico Il sergente nella neve, Rigoni Stern ambienta questa trilogia sull’altopiano di Asiago. Il primo, Storia di Tönle, parla di un contadino veneto che si trova coinvolto nei grandi eventi della Storia durante la Grande Guerra. L’anno della vittoria racconta le vicende di una famiglia che cerca di risollevarsi dopo i disastri della guerra. L’ultimo, Le stagioni di Giacomo, narra di un giovane uomo che intraprende vari lavori per sopravvivere, tra cui il recuperante, che gli permetterà di conoscere la natura che lo circonda.


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