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Il blog di Girolibero

Bucarest e le terre del conte Dracula

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Romania, perché andare (oltre la leggenda di Dracula)

Se pensate alla Romania solo come alla terra dei vampiri, preparatevi a cambiare idea. È un viaggio nel tempo, un’immersione in una natura potente e l’incontro con un popolo che custodisce tradizioni altrove dimenticate. Una terra che si scopre bene con lentezza, tappa dopo tappa – proprio come nel nostro viaggio Romania segreta, dalla Transilvania alle foreste dei Carpazi tra villaggi, foreste e tradizioni, pensato per viverla davvero, senza fretta. Abbiamo chiesto a Maria Sartori, nostra accompagnatrice ed esperta del paese, di raccontarci perché partire per la Romania: ecco i suoi suggerimenti.

Cose da sapere prima di partire

Il periodo migliore per visitare la Romania va da maggio a settembre. La tarda primavera regala campagne in fiore e giornate lunghissime, mentre l’autunno accende i Carpazi di colori caldi e profondi. L’estate è ideale per chi ama camminare e vivere la natura, senza temperature eccessive.

La moneta è il Leu (RON) e la lingua rumena, di origine latina, suona più familiare di quanto si possa immaginare. E poi c’è la natura: uno dei paesi più verdi d’Europa, perfetto per chi cerca viaggi attivi tra villaggi, sentieri e paesaggi ancora autentici.

Per capire davvero questo paese bisogna lasciare a casa la fretta. Qui il viaggio è fatto di pause, chiacchiere improvvisate e piccoli rituali quotidiani. Accettate un bicchierino di țuică, fermatevi a parlare con chi incontrate, osservate.
C’è un detto locale: “Omul sfințește locul” – è l’uomo che rende speciale un luogo. Ed è proprio così.

Tanti motivi per partire

La Romania è l’ultima vera civiltà rurale d’Europa
Nel Maramureș il tempo sembra essersi fermato. Le comunità vivono ancora in simbiosi con la terra: si incontrano carri trainati da cavalli, si sente il ritmo lento dei lavori agricoli e si intravedono donne che filano la lana sull’uscio di casa. Qui l’architettura in legno è un’arte viva, fatta di chiese dai campanili slanciati e portoni scolpiti che raccontano storie di famiglia, ospitalità e identità. La vita scorre seguendo i cicli naturali e raggiunge il suo momento più vivo la domenica, quando i villaggi si animano di persone che indossano con orgoglio gli abiti tradizionali tessuti a mano.

Puoi fare un viaggio lento sul treno a vapore
Salire sulla Mocănița, l’ultima ferrovia forestale a vapore ancora attiva in Europa, è come entrare in un’altra epoca. Si attraversa la Valle del Vaser tra nuvole di vapore, il fischio della locomotiva e boschi fittissimi. Il paesaggio scorre lento fuori dal finestrino e il viaggio diventa parte dell’esperienza, non solo un mezzo per arrivare.

La meraviglia di un trekking nelle foreste dei Carpazi
I Carpazi sono la spina dorsale del paese e custodiscono alcune delle foreste più antiche d’Europa. Camminare qui significa immergersi in un silenzio profondo, tra alberi secolari e una natura ancora selvaggia, habitat della più grande popolazione di orsi bruni del continente.

Conoscere l’arte delicata delle uova dipinte
In Bucovina, la decorazione delle uova è un’arte paziente e simbolica: ogni segno ha un significato, ogni colore racconta qualcosa. Osservare le artigiane al lavoro è un piccolo viaggio nella bellezza delle cose fatte a mano.

Il Cimitero Allegro di Săpânța
Può un cimitero mettere il buonumore? Quello di Săpânța sì. Con le sue croci in legno blu accese di colori vivaci e gli epitaffi ironici che raccontano la vita (e i vizi) dei defunti, è un inno alla vita che sfida la morte con un sorriso. Un luogo sorprendente, dove la memoria si intreccia con leggerezza e umanità.

Scoprire città dai mille volti
Dalla vibrante e cosmopolita Bucarest, soprannominata la “Parigi dell’Est”, alla giovane e universitaria Cluj-Napoca, cuore pulsante della Transilvania: le città rumene sono un mix affascinante di architettura Belle Époque, memorie comuniste e design contemporaneo.

I monasteri dipinti della Bucovina
Questi monasteri (Patrimonio UNESCO) sono famosi per i loro affreschi esterni che hanno resistito per secoli alle intemperie. Il celebre “Blu di Voroneț”, intenso e luminoso, resta ancora oggi un piccolo mistero: una vera Bibbia a cielo aperto capace di lasciare senza parole.

Una terra di leggende

La Transilvania è un luogo dove il confine tra realtà e folklore resta sottilissimo. Qui, accanto alla figura storica di Vlad l’Impalatore, sopravvive un immaginario antico fatto di presenze misteriose e racconti tramandati a voce.

Si parla degli Strigoi, anime inquiete che non trovano pace e che, secondo la leggenda, tornano a visitare i propri cari. Nei boschi, invece, si dice danzino le Iele, creature simili a fate – affascinanti quanto pericolose – capaci di far perdere il senno a chi le osserva. E poi c’è il Solomonar, figura quasi sciamanica: un mago che cavalca i draghi e controlla il tempo, sospeso tra protezione e minaccia.

Visitare borghi sassoni come Sighișoara o esplorare castelli arroccati tra le colline significa entrare in queste storie, respirarle passo dopo passo, come se non fossero mai davvero finite.

La cucina: cosa assaggiare?

La cucina rumena è semplice e sostanziosa, perfetta dopo una giornata all’aria aperta. Porta con sé influenze balcaniche, ungheresi, tedesche e suggestioni arrivate da lontano. Un pasto tradizionale si apre spesso con antipasti a base di verdure, carne e formaggi, prosegue con zuppe ricche e piatti di carne accompagnati da contorni e sottaceti. Tra le specialità da provare: i sarmale (involtini di verza), la mămăligă – simile alla polenta – e i mici, gustose salsiccette alla griglia.
Per finire in dolcezza, i papanași: soffici, golosi e decisamente memorabili.

Consigli di lettura

Per entrare davvero nello spirito del viaggio, vale la pena partire da qualche lettura. Lungo la via incantata di William Blacker è un racconto intenso della vita rurale tra Maramureș e Transilvania.
E poi, naturalmente, Dracula: non per cercare vampiri, ma per lasciarsi trasportare nell’atmosfera misteriosa di questa terra.


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